{"id":151,"date":"2012-07-12T18:23:35","date_gmt":"2012-07-12T16:23:35","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/?idSezione=522"},"modified":"2019-05-03T12:44:09","modified_gmt":"2019-05-03T10:44:09","slug":"marola","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/vivi-carpineti\/scopri-carpineti\/i-borghi\/marola\/","title":{"rendered":"Marola"},"content":{"rendered":"<div>Altitudine: 807 m. s.l.m.<\/div>\n<div>Beni culturali: Badia romanica XI sec.; Canova e Castello, borghi con case a torre; Metati.<\/div>\n<div>Escursioni naturalistiche: Nei castagneti seguendo vari percorsi.<\/div>\n<div>Principali manifestazioni: Fiera di S. Rocco (15-16 agosto); Festa della castagna (1^-2^-3^ domenica del mese di ottobre).<\/div>\n<div>Acquistare: Parmigiano-Reggiano, salumi, pane, biscotti, castagne, marroni.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Marola \u00e8 un attrezzato centro turistico e di villeggiatura a soli 30 km. da Reggio Emilia, tra i pi\u00f9 accoglienti e apprezzati della provincia per l\u2019aria salubre ed il notevole valore ambientale e paesaggistico.<\/div>\n<div>L\u2019abitato sorge su un poggio elevato, distribuito su rilievi come il monte Re, monte Le Borrelle, Pian del Lago: \u00e8 circondato da bellissimi castagneti, vanto e orgoglio dei pochi abitanti residenti e dei tanti che vi si aggiungono nel periodo estivo.<\/div>\n<div>Gran parte dell\u2019ospitalit\u00e0 di Marola va attribuita, infatti, all\u2019efficiente proloco, sorta nel 1951: oltre ad occuparsi\u00a0della valorizzazione ambientale e turistica della frazione, l\u2019associazione organizza un ampio programma di escursioni naturalistiche e manifestazioni culturali che spaziano dalle serate teatrali a quelle musicali e sportive, allo scopo di creare momenti di aggregazione e intrattenimento.<\/div>\n<div>Nel mese di ottobre sono soprattutto i castagneti del monte Le Borrelle, di fianco alla badia romanica, ad essere presi d\u2019assalto dai raccoglitori di castagne, provenienti non solo dal reggiano, ma anche da fuori regione; in questo periodo la pro-Marola organizza, ormai da 36 anni, la Festa della castagna con un programma ricco di iniziative accattivanti. Oltre al tradizionale \u201cpadellone\u201d per la preparazione delle caldarroste (il pi\u00f9 grande d\u2019Italia con un diametro di oltre due metri), sono infatti presenti mostre artigianali e artistiche, complessi bandistici, stand con prodotti tipici locali ed altre fonti di richiamo per i numerosi visitatori (nel 1999 si sono registrate 25.000 presenze) che salgono quass\u00f9 nelle tre giornate di festa.<\/div>\n<div>Le prime notizie storiche di questa localit\u00e0, appartenuta ai Canossa, risalgono all\u2019XI sec. Quando alcuni montanari benedettini iniziarono ad accogliere nel loro modesto \u201cospitale\u201d pellegrini e viandanti in transito sulla pi\u00f9 importante via di attraversamento dell\u2019Appennino la quale, congiungendo Canossa al Passo delle Radici e Pradarena, proseguiva poi verso le terre di Garfagnana e Lunigiana.<\/div>\n<div>Tra le emergenze architettoniche pi\u00f9 vicine a quel periodo ricordiamo la badia romanica dedicata a S. Maria, che sorge nell\u2019altura del monte Le Borrelle, tra imponenti castagneti. Costruita dopo il 1092, la chiesa fu voluta dalla contessa Matilde di Canossa quale ricompensa per i servigi resi alla chiesa e alla comunit\u00e0 dal monaco Giovanni da Marola, che qui viveva in grande povert\u00e0.<\/div>\n<div>Dopo il restauro del 1955, \u00e8 riapparso l\u2019aspetto originario della facciata a capanna, ornata da un bel portale in arenaria affiancato da semicolonne con capitelli scalpellati ad intreccio; l\u2019abside ed alcuni capitelli medievali completano la suggestione dell\u2019interno.<\/div>\n<div>Accanto alla badia sorge un antico monastero adibito nel XVI-XVII sec. A dimora di feudatari e trasformato nel 1824 in un seminario vescovile, per volere del duca di Modena Francesco IV.<\/div>\n<div>Nell\u2019arco del tempo l\u2019edificio ha subito vari ampliamenti e modifiche che ne hanno cambiato nettamente le caratteristiche iniziali. Oggi, non essendo pi\u00f9 attivo il seminario, nell\u2019ampia e accogliente struttura trovano ospitalit\u00e0 pellegrini in ritiro spirituale, studiosi a convegno e gruppi parrocchiali.<\/div>\n<div>Nelle vicinanze, silenziosi tratturi erbosi conducono all\u2019interno dei castagneti dove si aprono, improvvisi e inaspettati, edifici rurali conservati nel tempo.<\/div>\n<div>Significativi, per le loro antiche testimonianze, sono pure i numerosi borghi che conservano preziose strutture a torre: una, cinquecentesca, affiancata da un palazzo con loggiato a quattro luci a tutto sesto su colonne cilindriche, resiste ancora a Canova; un\u2019altra, secentesca, sorge isolata tra i boschi accanto all\u2019oratorio di S. Rocco, in zona Castello. Tutt\u2019intorno i secolari castagneti di Marola, generosi di frutti oggi come in passato, vegetano rigogliosi grazie al clima e al suolo siliceo sciolto; nella giusta stagione essi diventano vero richiamo per i cercatori di funghi che qui giungono da tempo con assidua passione.<\/div>\n<div>Per gli amanti della natura e delle passeggiate nel verde, sono stati tracciati dalla locale pro-loco numerosi itinerari escursionistici che consentono di raggiungere i metati, le piccole costruzioni in pietra arenaria utilizzati in origine per l\u2019essiccazione delle castagne.<\/div>\n<div>Alcuni punti panoramici dei percorsi, spaziando fino al crinale del monte Valestra e del monte Fosola, dominano gran parte dell\u2019Appennino tosco-emiliano, destando ogni volta emozioni inattese.<\/div>\n<div>\n<p>Da ricordare inoltre le buone strutture ricettive e i diversi impianti sportivi che offrono servizi efficienti e moderni, unitamente ai numerosi ristoranti locali dove si possono gustare piatti tipici e genuini della tradizionale cucina montanara.<\/p>\n<p>da &#8220;Conoscere Carpineti&#8221; di Diva Valli e Stefania Beretti<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altitudine: 807 m. s.l.m. 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