{"id":160,"date":"2012-07-17T13:43:05","date_gmt":"2012-07-17T11:43:05","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/?idSezione=531"},"modified":"2019-05-03T12:48:31","modified_gmt":"2019-05-03T10:48:31","slug":"san-donnino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/vivi-carpineti\/scopri-carpineti\/i-borghi\/san-donnino\/","title":{"rendered":"San Donnino"},"content":{"rendered":"<div>Altitudine: 495 m. s.l.m.<\/div>\n<div>Beni culturali:<\/div>\n<ul>\n<li>Chiesa parrocchiale di S. Donnino XII sec. (patrono: 9 ottobre);<\/li>\n<li>Campovecchio, oratorio di S. Antonio abate XVIII sec.;<\/li>\n<li>Cigarello, case a torre XVII sec.;<\/li>\n<li>Mulinetto, struttura a torre;<\/li>\n<li>Resigno, complesso con casa-torre del XVI sec.;<\/li>\n<li>Riana, nucleo rurale con case a torre;<\/li>\n<li>Sorchio, casa-torre XVII sec.<\/li>\n<\/ul>\n<div><\/div>\n<div>Escursioni naturalistiche: Castagneti di Campovecchio;\u00a0\u201cSentiero Matilde\u201d.<\/div>\n<div>San Donnino si estende sul fianco occidentale dello spartiacque del Tresinaro ed \u00e8 solcata in buona parte dal bacino idrografico del torrente stesso, cui si aggiungono le acque freschissime di ruscelli provenienti dalle colline del crinale meridionale.<\/div>\n<div>Dal punto di vista ambientale e paesaggistico, la zona si distingue per un fascino tutto suo, dovuto in particolare ad una vegetazione varia e rigogliosa. La terra \u00e8 ondulata in piccole colline, plasmate lungo i secoli in singolari geometrie dal lavoro paziente dell\u2019uomo; ovunque troviamo fertili distese agrarie e importanti allevamenti di bovini e suini, la cui conduzione consente ancora la produzione di prodotti tipici come il Parmigiano-Reggiano o le carni e i salumi utilizzati in larga misura nella cucina tipica locale. Questa antica vallata apparteneva a Carpineti sin dal tempo dei Canossa e venne citata in un documento del 1240, allorch\u00e9 diciotto uomini di S. Donnino prestarono giuramento di fedelt\u00e0 al comune di Reggio.<\/div>\n<div>Dal 1600 al 1700 S. Donnino divenne parte integrante del feudo della famiglia Fontanelli, con una popolazione che sfiorava le cinquecento unit\u00e0.<\/div>\n<div>Danno la dimensione del suo vivo passato le significative emergenze culturali e architettoniche che caratterizzano i diversi percorsi storici, dove fanno ancora bella mostra case a torre ed edifici religiosi.<\/div>\n<div>Rappresenta notevole motivo d\u2019 interesse la chiesa parrocchiale che troviamo incuneata nella raccolta valle del Tresinaro, in una posizione isolata tra i prati.<\/div>\n<div>Gi\u00e0 nominata nel 1191 e compresa nelle decime del 1302 tra le dipendenze della pieve di S. Vitale, fu voluta, secondo la tradizione, dalla contessa Matilde: presenta, infatti, specie nel portale, tutti i caratteri stilistici del periodo canossano, riscontrabili peraltro sul territorio in manufatti coevi che si distinguono per linearit\u00e0, strutture semplici e pietre rigorosamente squadrate.<\/div>\n<div>La facciata a capanna conserva sui lati del portale ad arco due semicolonne a sostegno di altrettanti capitelli ben lavorati, ma erosi in pi\u00f9 punti dalle intemperie.<\/div>\n<div>Il capitello di sinistra presenta un collarino a torciglione ormai cancellato e una sequenza di tre motivi a palmette cucite a due fili, estremamente rigide e schematizzate, terminanti con un doppio giro di dentelli; quello di destra \u00e8 caratterizzato da intrecci a tre nastri.<\/div>\n<div>Sull\u2019architrave poggia una lunetta circondata da un intreccio vimineo a quattro giunchi. Il parametro in arenaria ha pietre disposte su file parallele che recano i segni del restauro avvenuto nel 1596, a seguito del crollo del campanile sulla canonica e sulla chiesa. L\u2019interno \u00e8 costituito da un\u2019unica navata con decori tipicamente secenteschi. Il campanile, ricostruito nel \u2018700, sorge sul fianco settentrionale della canonica con una struttura slanciata ed imponente; la cella campanaria a monofore racchiude campane fuse nella vicina Sorchio, dove testimonianze attendibili danno per certa l\u2019esistenza, in passato, di una piccola fonderia.<\/div>\n<div>Una localit\u00e0 sulla quale puntare il nostro interesse \u00e8 Cigarello, per una singolare coppia di case a torre del XVII sec. rivolte rispettivamente sulle direttrici Carpineti-Pantano e Cigarello-Onfiano, un crocicchio importante sul quale gli abitanti delle torre esercitavano un autentico controllo per garantirsi il massimo della sicurezza in tempi non certo tranquilli.<\/div>\n<div>Si raggiunge anche a piedi il significativo borgo di Sorchio, dove troviamo una corte rurale con monumentale casa-torre del XVII sec. definita la pi\u00f9 importante di tutto l\u2019Appennino reggiano, per le rifiniture di notevole pregio e l\u2019imponente sviluppo su cinque livelli che la rende elemento dominante della vallata. L\u2019affianca un elegante edificio con porticato del XVIII sec. a cinque arcate, impostato su colonne scannellate e decorato nella parete interna con pitture raffiguranti paesaggi.<\/div>\n<div>Meritevole di una visita \u00e8 pure il nucleo di origine medievale di Riana, che si trova racchiuso e protetto da colli scoscesi sulla sinistra del rio omonimo, a sud della chiesetta di S. Donnino.<\/div>\n<div>Spiccano nell\u2019abitato ben tre case a torre, una delle quali, ad impianto tipicamente cinquecentesco, si sviluppa su quattro livelli, con finestre riquadrate in arenaria; su uno spigolo si notano tre conci decorati con incisioni benaugurali. Il fronte dell\u2019edificio \u00e8 stato per\u00f2 deturpato da un improprio intervento edilizio dove rampe cementizie zigzaganti hanno cancellato l\u2019originario balchio d\u2019accesso al primo piano.<\/div>\n<div>Se le case a torre non hanno finito di stupire, si potr\u00e0 ammirare lo splendido palazzo con torre di Resigno, su un\u2019aperta collina alla sinistra del rio Riana.<\/div>\n<div>Il complesso di grande pregio \u00e8 articolato a corte e comprende un oratorio settecentesco, interessanti rustici di servizio e un palazzo imponente sviluppato su tre livelli. La torre slanciata termina con colombaia decorata da un bel rosone a ruota in laterizio. Sul tetto a quattro falde s\u2019imposta un leggero campaniletto a vela.<\/div>\n<div>Agli appassionati di escursioni nel verde si consiglia di raggiungere i secolari e ordinatissimi castagneti da frutto di Campovecchio, dove innumerevoli sentieri percorribili a piedi, a cavallo e in bici conducono a silenziosi metati nascosti nel bosco, caratterizzato da rare fioriture di orchidacee ed altre tipiche variet\u00e0 del territorio collinare. Molto interessanti anche gli scorci di paesaggio offerti sui territori di Marola e Pantano o sulle intere vallate del Secchia e del Tresinaro, una volta giunti sul crinale.<\/div>\n<div>\n<p>Non va dimenticato che in localit\u00e0 Cigarello \u00e8 possibile imboccare l\u2019antico \u201cSentiero Matilde\u201d, che conduce presso La Costa, scende a S. Donnino, prosegue per Riana, risale a Carpineti e, volendo, si collega al castello e a tutta la vallata del Secchia.<\/p>\n<p>da &#8220;Conoscere Carpineti&#8221; di Diva Valli e Stefania Beretti<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altitudine: 495 m. s.l.m. Beni culturali: Chiesa parrocchiale di S. Donnino XII sec. (patrono: 9 ottobre); Campovecchio, oratorio di S. Antonio abate XVIII sec.; Cigarello, case a torre XVII sec.; Mulinetto, struttura a torre; Resigno, complesso con casa-torre del XVI sec.; Riana, nucleo rurale con case a torre; Sorchio, casa-torre XVII sec. 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