{"id":35,"date":"2008-10-01T10:01:08","date_gmt":"2008-10-01T08:01:08","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/?idSezione=92"},"modified":"2020-02-07T14:34:51","modified_gmt":"2020-02-07T13:34:51","slug":"il-castello","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/vivi-carpineti\/architettura-2\/il-castello\/","title":{"rendered":"Il castello"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Castello-di-Carpineti2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1503\" src=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Castello-di-Carpineti2.jpg\" alt=\"\" width=\"1361\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Castello-di-Carpineti2.jpg 1361w, https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Castello-di-Carpineti2-300x91.jpg 300w, https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Castello-di-Carpineti2-768x233.jpg 768w, https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Castello-di-Carpineti2-1024x311.jpg 1024w, https:\/\/archiviofficina48.it\/carpineti\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Castello-di-Carpineti2-360x109.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 1361px) 100vw, 1361px\" \/><\/a><\/p>\n<p>(Foto di Andrea Benelli)<\/p>\n<p>Il Castello delle Carpineti, o Castello di Carpineti, \u00e8 situato sulla vetta del monte Antognano (805 m sul livello del mare) dal quale domina le vallate del Tresinaro e del Secchia, a pochi Km dal centro di Carpineti. Dal centro del paese per raggiungerlo \u00e8 necessario procedere lungo la via principale in direzione Baiso, lasciandosi sulla sinistra la piazzetta medioevale Matilde di Canossa. Dopo poche centinaia di metri da essa, superato un supermercato che si trova sulla destra, svoltare a destra per affrontare la ripida strada che s\u2019inerpica sul monte Antognano. Sulla cima, in corrispondenza del valico, si trova uno spiazzo in cui \u00e8 possibile parcheggiare il proprio mezzo e percorre l\u2019ultimo tratto a piedi per raggiungere lo sperone roccioso sul quale sorge il castello delle Carpinete, con il suo piccolo borgo.<\/p>\n<p>La storia<\/p>\n<p>La costruzione del primo fortilizio difensivo di quello che oggi \u00e8 il Castello delle Carpinete viene fatta risalire dagli storici al X secolo per opera di Atto Adalberto, intraprendente avo di Matilde di Canossa. In seguito all\u2019espansione dei possedimenti dei Canossa il castello venne a collocarsi al centro delle loro terre, e assieme ad altri fortilizi del reggiano era parte del sistema di protezione di un vastissimo territorio. I castelli dello scacchiere difensivo matildico, infatti, erano disposti su tre livelli d\u2019altitudine e si differenziavano per la loro funzione. Sul primo livello si trovavano le fortificazioni nella zona fra Albinea e Casalgrande, le pi\u00f9 importanti delle quali erano i 4 castelli di Bianello che avevano il ruolo di avamposto difensivo. Sul secondo livello, nella zona compresa fra Baiso e Canossa, i castelli di Canossa e Rossena erano i pi\u00f9 importanti e costituivano un allineamento centrale d\u2019estrema resistenza. Il terzo livello, il pi\u00f9 sicuro, era costituito dal Castello delle Carpinete, arroccato a quota\u00a0805 m , robusto e di difficile accesso, fiancheggiato dai numerosi castelli limitrofi con cui era in contatto visivo.<\/p>\n<p>Durante il regno di Matilde, la rocca di Carpineti fu ulteriormente fortificata e divenne nel tempo la residenza preferita della contessa, che vi trascorse lunghi periodi amministrando i suoi territori dall\u2019interno delle sue sicurissime ed inaccessibili mura. Dopo la morte di Matilde al controllo del castello si avvicendarono diverse famiglie signorili fra cui i Torelli, i Da Fogliano, per un breve periodo il famoso carpinetano Domenico Amorotti (vedi nella sezione &#8220;<a>il medioevo<\/a>&#8220;) ed infine gli Estensi. Sotto il controllo di Nicol\u00f2 III d\u2019Este, nel XV secolo, il Castello delle Carpinete sub\u00ec i primi interventi di restauro. Nel XVII secolo pass\u00f2 nuovamente di mano assieme al feudo di Carpineti, divenendo propriet\u00e0 prima dei Giannini (1704) e poi dei Valdrighi (1775), che lo mantennero fino al XIX, quando lo abbandonarono in seguito ai numerosi cedimenti strutturali. Il castello fu ulteriormente danneggiato nel 1944, quando fu bersaglio di diversi colpi dell\u2019artiglieria tedesca in quanto sospettato di essere un rifugio partigiano. Nel 1978 fu acquistato dalla provincia di Reggio Emilia che inizi\u00f2 urgenti interventi per la conservazione ed il restauro, soprattutto della torre del mastio, con la collaborazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali dell\u2019Emilia e con le Sovrintendenze ai Monumenti e all\u2019Archeologia di Bologna. Negli anni \u201990 un secondo intervento si \u00e8 occupato dell\u2019esecuzione di scavi che hanno riportato alla luce numerose strutture e reperti, nascosti sotto pietre e terreno.<\/p>\n<p>L\u2019architettura<\/p>\n<p>L\u2019orientamento planimetrico \u00e8 pressoch\u00e9 direzionato secondo le coordinate nord-sud, dove a nord \u00e8 situata la vallata del fiume Tresinaro, in cui si estende l\u2019abitato di Carpineti, mentre a sud si trova la valle del fiume Secchia con i suoi numerosi borghi e piccoli centri. Una prima cinta muraria percorre esternamente il perimetro scosceso che circonda la vetta del monte Antognano, adattandosi alla conformazione del terreno a scapito della regolarit\u00e0, ma avvantaggiandosene a scopo difensivo. Sul lato ovest della cinta muraria del castello si notano tracce delle antiche cannoniere e degli apparati sporgenti che costituivano la difesa piombante. La difesa piombante era un sistema che permetteva di gettare pietre, pece o altri liquidi sui nemici che tentavano di scalare la cinta difensiva.<\/p>\n<p>L\u2019ingresso per i visitatori \u00e8 situato nel lato sud dove si trovava anche in epoca medioevale, attraverso di esso si accede, sotto un camminamento coperto, al cortile interno. Il recinto fortificato racchiudeva magazzini, orti, case e stalle, nonch\u00e9 diversi edifici disposti irregolarmente in conseguenza delle modifiche edilizie che apportarono i vari signori che presero possesso del castello in epoche diverse. Le edificazioni erano costituite da abitazioni d\u2019artigiani e contadini, una cappella, il palatium (la residenza del signore) e magazzini. Il palazzo signorile era costituito da un edificio su due piani, ciascun composto di due ambienti divisi da murature, cui si accedeva attraverso un vestibolo al pianterreno. Il piano superiore era la vera e propria residenza del signore, mentre il pianterreno era utilizzato come ambiente di servizio. Sono visibili ancora oggi i segni delle scalinate che servivano per l\u2019accesso ai piani superiori. Durante gli scavi archeologici eseguiti negli anni \u201990 sono stati scoperti resti di stanze rimaste nascoste per secoli sotto il terreno, in seguito alla costruzione di livelli di riporto. Muri in pietra arenaria indicano la presenza di ambienti seminterrati, cui si accedeva attraverso una scalinata ancora oggi conservata. Vicino al palazzo signorile \u00e8 stata recentemente riportata alla luce una piccola chiesa dedicata a S.Maria, edificata in epoca Matildica. I muri sono costituiti da grossi blocchi di pietra rettangolari. Nell\u2019abside si aprono due feritoie. D\u2019epoca matildica \u00e8 pure il pavimento in lastre d\u2019arenaria dalla forma irregolare, legate con calce al centro dell\u2019edificio. In questa zona gli scavi hanno messo in luce anche un curioso masso circolare di\u00a01,40 m di diametro, inserito nel pavimento. Adiacente alla piccola chiesa di S.Maria si trova una sagrestia.<\/p>\n<p>Una seconda cinta muraria serviva per la protezione interna delle riserve d\u2019acqua e della torre del mastio, estrema difesa per resistere ad attacchi nell\u2019attesa di rinforzi. La torre del mastio \u00e8 molto ben conservata anche se non sono pi\u00f9 presenti i quattro piani interni, che sono riconoscibili solo grazie a tracce nei muri. Il pianterreno era adibito a magazzino e non aveva ingressi, quello attuale \u00e8 stato ricavato in seguito. Il primo piano fungeva da deposito o ambiente di servizio, ma la presenza di due feritoie sui lati sud e ovest fa pensare che fosse usato anche per tenere sotto controllo l\u2019interno del castello. Al secondo piano si apriva l\u2019ingresso, accessibile attraverso una scala di legno che all\u2019occorrenza poteva essere ritratta. A destra dell\u2019entrata vi \u00e8 una nicchia quadrata, che doveva fungere da latrina, mentre due finestre a tutto sesto si affacciano all\u2019interno del cortile. La presenza della latrina, della porta e la minore altezza rispetto agli altri ambienti fa pensare che il secondo piano servisse come disimpegno o piano di servizio riservato alla residenza signorile. Il terzo piano era riservato alla residenza signorile vera e propria, e vi si accedeva dal locale sottostante mediante una scala interna.<\/p>\n<p>La cima della torre pu\u00f2 essere raggiunta oggi attraverso un sistema di scale interne costruite durante i restauri. Essa offre un panorama mozzafiato: dall\u2019alto del mastio \u00e8 possibile, infatti, ammirare la vallata del Tresinaro a nord e quella del Secchia a sud, abbracciare con lo sguardo l\u2019abitato carpinetano e gran parte del territorio comunale, scorgere verdi colline e morbidi pendii, piccoli borghi e campi coltivati. Spingendosi ad osservare oltre la valle del Secchia, nelle limpide giornate di primavera, si nota la cresta appenninica con il monte Cimone, il Cusna e il Prampa. Intorno al castello si sviluppava anche un piccolo borgo del quale sono rimasti intatti alcuni edifici, mentre di altri se ne sono conservate solo alcune tracce murarie. Di notevole interesse \u00e8 la chiesa del borgo dedicata a S.Andrea, consacrata nel 1077, che ancora oggi ospita importanti funzioni religiose. Essa \u00e8 situata esternamente al perimetro fortificato ma \u00e8 strettamente legata al castello per le vicende storiche. Gli elementi pi\u00f9 antichi (XI &#8211; fine XIV) sono la facciata ovest e alcuni tratti del lato sud.<\/p>\n<p>Per facilitare un\u2019esauriente fruizione \u00e8 stato allestito all\u2019interno del castello un percorso didattico che si sviluppa attraverso 13 panelli di carattere esplicativo, con ricostruzioni e confronti dai quali \u00e8 possibile comprendere l\u2019evoluzione storica ed architettonica del complesso castellano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<!-- WP Attachments -->\r\n        <div style=\"width:100%;margin:10px 0 10px 0;\">\r\n            <h4>Allegati<\/h4>\r\n        <ul class=\"post-attachments\"><\/ul><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Foto di Andrea Benelli) Il Castello delle Carpineti, o Castello di Carpineti, \u00e8 situato sulla vetta del monte Antognano (805 m sul livello del mare) dal quale domina le vallate del Tresinaro e del Secchia, a pochi Km dal centro di Carpineti. 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