{"id":14008,"date":"2018-01-17T09:35:20","date_gmt":"2018-01-17T08:35:20","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/?p=14008"},"modified":"2018-01-17T09:41:55","modified_gmt":"2018-01-17T08:41:55","slug":"la-commemorazione-ufficiale-degli-eventi-gatta-cura-fabrizio-frignani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/2018\/01\/17\/la-commemorazione-ufficiale-degli-eventi-gatta-cura-fabrizio-frignani\/","title":{"rendered":"La commemorazione ufficiale degli eventi di Gatta a cura di Fabrizio Frignani"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo l&#8217;intervento di domenica a Gatta tenuto da Fabrizio Frignani,\u00a0<span class=\"s1\">geografo-public hisotrian e docente all&#8217;Istituto superiore Nelson Mandela di Castelnovo.<\/span><\/p>\n<h3 class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019eccidio alla Gatta 8 gennaio1945<br \/>\n<\/span><span class=\"s1\"><i>perch\u00e9 la nostra storia va studiata e raccontata\u2026<\/i><\/span><\/h3>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Premetto che questa non sar\u00e0 una lezione, ma semplicemente<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>un<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>momento<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di confronto ed approfondimento durante il quale cercher\u00f2 di portarvi a guardare la storia da un altro punto di osservazione, con qualche spunto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di curiosit\u00e0, partendo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dai fatti avvenuti in questo luogo dove ci oggi troviamo per ricordare, inserendolo in una contestualizzazione ambientale pi\u00f9 ampia, in quanto la storia di questo evento non \u00e8 solo la storia di un passato \u00e8 una storia che parla anche a noi, e noi abbiamo bisogno di conoscerla perch\u00e9 come scriveva lo storico e fondatore della scuola degli Annales March Bloch: (fucilato dai nazisti nei pressi di Saint-Didier-de-Formans nel 1944)<i>\u201cla volont\u00e0 di conoscere il presente guardando indietro, va e viene dal presente al passato per tornare al presente\u201d\u2026\u2026. <\/i>La storia non \u00e8 nulla di separato dalla vita, nulla di staccato dal presente.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">Comincio questo mio intervento<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>con il ricordare i nomi dei partigiani caduti, che attraverso le loro storie o storie a loro collegate, ci permettono leggendo in modo pi\u00f9 attento la storia, di capire meglio quanto sta succedendo nel tempo presente.<\/span><\/p>\n<ol class=\"ol1\">\n<li class=\"li7\"><span class=\"s1\"><b>Madini Vasco (Fulmine) <\/b>19 anni (18 aprile1925) di Madini Fulmine e Montip\u00f2 Ida Carpineti<\/span><\/li>\n<li class=\"li8\"><span class=\"s1\"><b>Stranieri Sergio (Randa) <\/b>21 anni (11 novembre 1923) di Stranieri Fiorigi e Dirce<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"p9\"><span class=\"s1\">Fontanesi, veniva da Villa Ospizio villaggio Costanzo Ciano, operaio alle Reggiane aveva partecipato alle manifestazioni del luglio 1943<\/span><\/p>\n<ol class=\"ol1\">\n<li class=\"li7\"><span class=\"s1\"><b>Silvestri Ruggero Italo (Iena) <\/b>19 anni (17 agosto 1926) Silvestri Maria, Capannori Lucca<\/span><\/li>\n<li class=\"li7\"><span class=\"s1\"><b>Bagni Aldo (Nerone) <\/b>20 anni (13 maggio 1924) Modena di Bagni Arturo e Maria Gambarelli, abitava a Villa San Maurizio aveva frequentato la scuola di formazione delle Reggiane, aveva partecipato alle manifestazioni del luglio 1943<\/span><\/li>\n<li class=\"li10\"><span class=\"s1\"><b>Masini Angelo (Tonino) <\/b>20 anni (02 novembre1924) di Masini Romeo ed Emma<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"p11\"><span class=\"s1\">Bertani Reggio Emilia villa Mancasale via Candel\u00f9, lavorava alle Reggiane.<\/span><\/p>\n<ol class=\"ol1\">\n<li class=\"li12\"><span class=\"s1\"><b>Roteglia Arturo (Elas) <\/b>25 anni (20 gennaio1920) di Roteglia Enrico e di Diomira Bondi, Reggio Emilia prima Villa Ospizio poi via Dalmazia, famiglia antifascista di tradizione.<\/span><\/li>\n<li class=\"li7\"><span class=\"s1\"><b>Sberveglieri Aristide (Talin) <\/b>22 anni (7 giugno1923) Sberveglieri Leonzio Biondi PaolinaSan Martino in Rio poi Quattro Castella<\/span><\/li>\n<li class=\"li13\"><span class=\"s1\"><b>Ganapini Armando (Lazzarino) <\/b>17 anni (10 maggio 1927) La Ca di Felina<\/span><\/li>\n<li class=\"li14\"><span class=\"s1\"><b>Manlio Bruno (Costantino il romano) <\/b>(1909) veniva da Terni<\/span><\/li>\n<li class=\"li7\"><span class=\"s1\"><b>Ganapini Gino (Leone) <\/b>19 anni (24 aprile 1926) Ganapini Annita fucilato a Ciano d\u2019Enza il 26\/01 Monchio di Felina<\/span><\/li>\n<li class=\"li15\"><span class=\"s1\"><b>Pignedoli Carlo (Mitra) <\/b>23 anni (05 ottobre 1922) Pignedoli Achille e Olmi Diomira,<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"p9\"><span class=\"s1\">fucilato a Ciano d\u2019Enza il 26\/01 Busanella Carpineti<\/span><\/p>\n<p class=\"p16\"><span class=\"s1\">Tutte giovanissime vittime che appartenevano al Distaccamento \u201cPigoni\u201d della 26\u00b0 Brigata Garibaldi<\/span><\/p>\n<p class=\"p17\"><span class=\"s1\">Comincio parlando dell\u2019informazione e-o della divulgazione della conoscenza e del<\/span><\/p>\n<p class=\"p18\"><span class=\"s1\">pericolo della sua semplificazione ed omologazione e del contemporaneo impoverimento dei contenuti culturali, quindi della sapienza dell\u2019uomo, al quale questo nostro sistema \u201cpolitico-economico\u201d inserito in un mondo globale ci sta sornionamente conducendo. Un sistema di potere che lentamente sta lavorando per far si che le persone non siano pi\u00f9 in grado di \u201caffrontare\u201d temi ed argomenti con pensieri critici propri, \u201ccostruiti\u201d nel tempo sulla base di studi, letture, approfondimenti, ascolti, curiosit\u00e0, sostituendo la conoscenza con un informazione,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>approssimativa, superficiale, che per farla sembrare rilevante<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>viene<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>urlata nei media o nel web (dove tutti si possono nascondere dietro ad un falso profilo\u2026\u2026..dobbiamo nasconderci per comunicare), apparentemente<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>democratica ma priva di ogni controllo (scientifico e di metodo). A questo punto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>il cittadino comune<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sceglie il percorso formativo pi\u00f9 semplice che gli viene proposto,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non dovendosi pi\u00f9 preoccupare di conoscere l\u2019argomento, legge -ascolta -discute dell\u2019opinione dell\u2019opinionista di turno. In questo modo tutte le guerre diventano uguali, lontane, cose di altri e la miscellanea geografica delle popolazioni del mondo viene sostituita-semplificata utilizzando la parola \u201cextracomunitari\u201d, senza pi\u00f9 distinzioni<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>delle etnie, della storia, della provenienza geografica, delle criticit\u00e0 della vita degli esseri umani sul pianeta e della presenza o dell\u2019assenza nel paese dal quale le persone fuggono, dei diritti umani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><i>l passato \u00e8 importante, ma ancora di pi\u00f9 lo \u00e8 il presente, gli uomini sono figli del loro tempo, vanno collocati nella loro epoca tenendo conto dell\u2019ambiente e della mentalit\u00e0 in cui hanno vissuto <\/i>(Marc Bloch)<\/span><\/p>\n<p class=\"p21\"><span class=\"s1\">Tutta questa semplificazione, ci porta a guardare<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>le cose sempre con gli occhi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>nel presente, quindi si arriva a pensare che del passato non ci sia pi\u00f9 niente da dire o da scrivere. Perch\u00e9 non ci poniamo pi\u00f9 delle domande? Sulla storia della resistenza abbiamo gi\u00e0 detto e scritto tutto? Troppo spesso in Italia dimostriamo di avere ancora paura della storia, di non averne fatto ancora bene i conti (dagli ultimi momenti della guerra<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di liberazione dove regnava il caos, agli anni di piombo, alle stragi della destra eversiva), guerre interne in una giovane democrazia dove tutti diventano nemici di tutti, dove sorgono divisioni interne<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>(guidate sempre da qualcuno<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>a cui la democrazia va stretta)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e chiunque pu\u00f2 elevarsi a proprietario e giudice della ragione. Anche nella scuola ci hanno sempre insegnato una storia generale, costruita intorno ad un personaggio ritenuto importante e peculiare per raccontare quello specifico evento.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Ma di questi<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>partigiani-persone<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che hanno fatto e vissuto la storia che stiamo ricordando, conosciamo poco o niente. La storia degli eventi ha sempre oscurato la storia delle persone, nessuno<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ci ha mai parlato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di loro, se non in occasioni come questa dove comunque non emerge mai il privato, le emozioni, i sentimenti, questa non \u00e8 storia?<\/span><\/p>\n<p class=\"p22\"><span class=\"s1\">Giovani che allora avevano fatto scelte personali non motivate dalla storia, ma semplicemente dai loro valori. Con il loro sacrificio noi viviamo una storia da cittadini liberi che basa oggi i suoi principi su una tavola dei valori che si chiama Costituzione della quale pochi giorni fa abbiamo \u201cricordato\u201d purtroppo senza tanta enfasi il settantesimo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p16\"><span class=\"s1\">Le storie \u201cdal basso\u201d di questi ragazzi permettono di ri-costruire e ri-collegare questo fatto ad una storia pi\u00f9 generale, molti di loro provenivano dalle Reggiane, prima e forse unica grande industria reggiana che allora<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dava da lavorare<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>fino a 12.000 persone. Industria dello sviluppo industriale costruita dal fascismo, si \u00e8 rivelata nel tempo una fucina di ribellione, gli operai i giovani che andavano a scuola e a lavorare hanno costituito una comunit\u00e0 interna che anche se inserita in un sistema politico che inneggiava a valori ieri solo in parte criticati (anche perch\u00e9 con quel lavoro si mangiava), oggi assolutamente non condivisibili, ha fatto si che le persone unite,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>resesi consapevoli<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che poteva<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>esserci una vita migliore abbiano cominciato a protestare per chiedere qualcosa di meglio, e qui il fascismo, cos\u00ec come tutti i \u201cgoverni\u201d autoritari, che si sono affacciati sul mondo e ripresentano purtroppo sempre con maggiore frequenza anche nel nostro presente \u201ctravestiti\u201d da finte democrazie, ha rivelato l\u2019altra faccia della medaglia:<\/span><\/p>\n<p class=\"p22\"><span class=\"s1\"><i>L\u2019antifascismo era di casa alle Reggiane, il fascismo aveva piantato i suoi uomini ma siccome gli antifascisti erano molto guardinghi e sospettosi, facevamo in modo di dare giudizi sulla situazione e sul fascismo con compagni fidati. Per quaranta giorni mi hanno tenuto in quarantena , vuol dire che avevano avuto il tempo per informarsi da dove venivo. Io posso dire solo questo, quando mi chiedono che classe ho fatto: \u201cL\u2019Universit\u00e0 alle Reggiane \u00e8 stata la mia scuola\u201d. Durante uno sciopero generale avvenne una carneficina davanti ai cancelli, furono 9 gli operai caduti fra i quali una donna in stato interessante ed un ragazzo di 15 anni. Ci accorgemmo che non c\u2019era pi\u00f9 niente da fare non potevamo combattere con le mani contro le armi\u2026.io ho avuto modo di vedere il mio capo reparto Brenno Pagani che \u00e8 venuto anche lui nella Resistenza, aveva preso in spalla questo ragazzo di 15 anni morto e gridava Assassini Assassini, camminando verso l\u2019ingresso dove cerano i militari .<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p22\"><span class=\"s1\"><i>L\u2019antifascismo alle Reggiane era di casa, ma un antifascismo radicato tant\u2019\u00e8 vero che molti operai delle reggiane hanno fatto la resistenza anziani e giovani.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p24\"><span class=\"s1\"><i>testimonianza di Sulpizio Mario (Guerra) comandante di Battaglione nella 143\u00b0 Brigata<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>Garibaldi<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p26\"><span class=\"s1\">Da poco tempo mi sto occupando di resistenza ed onestamente lo sto facendo in modo abbastanza distaccato, non voglio affacciarmi su questo periodo storico con lo stesso approccio utilizzato fino ad oggi, perch\u00e9 da public historian e geografo, ho la necessit\u00e0 di andare a cercare oltre di guardare dove la \u201cstoria ufficiale\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non ha mai guardato o forse non ha voluto guardare. Allora la ricerca delle fonti si sposta verso altri tipi di documentazione che non sono i dispacci ufficiali, i resoconti o peggio le storie riscritte, ma verso quelle memorie personali narrate della gente, che in un primo momento nessuno ha mai avuto il coraggio di raccontare, spero solo per naturale timidezza, perch\u00e9 queste memorie spesso sono quelle dei giovani di allora, che oggi ci tramandano dei ricordi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p22\"><span class=\"s1\">Cercando le fonti a volte incontri persone particolari che per la loro semplicit\u00e0 ti permettono di connettere il tempo nel tempo e ti fanno comprendere meglio, semplicemente cambiando il punto di osservazione, che ci pu\u00f2 essere un altro punto di vista, quello che in geografia identifichiamo come semplicemente il salire su un albero e riguardare le stesse cose che guardavo da terra\u2026.cambia tutto. Questo nuovo punto di<\/span><\/p>\n<p class=\"p16\"><span class=\"s1\">vista ci permette di dare un altro ordine alle idee, letteralmente tutto si agita e rimescola e soprattutto si capisce che oggi sempre pi\u00f9 spesso ci lamentiamo del niente.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\">\u2026\u2026<i>intanto vidi due militari entrare uno con una grossa mitraglia a treppiedi e l\u2019altro con un fucile mitragliatore, li piazzarono accanto al muro del cimitero della parte sinistra, altri entrarono tenendo in mano delle bombe, li ebbe inizio la carneficina, urla strazianti, pianti, la mitraglia che sparava di continuo, le bome che scoppiavano, il fumo che ci soffocava, pezzi da carne, braccia, mani, teste che saltavano in aria, mamma, gridai dov\u2019\u00e8 la Gianna, dove siete, nessuna risposta, tenevo in braccio la mia sorellina Irene, non gridava pi\u00f9 era morta, ora mi alzo vado a picchiarli poi ancora fra me se mi alzo vengo uccisa, quella mitraglia non cessa mai, le grida cominciano ad affievolirsi, cominciai a sentire quell\u2019odore di sangue, guardai Vittoria agonizzante stava esalando gli ultimi respiri, attorno teste mozze, resti umani, la mia sorellina venne colpita in faccia , le mancava mezzo braccio, il viso distrutto, provo troppo dolore.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p28\"><span class=\"s1\"><i>A quel punto credo di essere svenuta, quando sono rinvenuta dicevo tra me e me io sono viva o morta, se vengono a seppellirci penso, vengo sepolta viva, mi toccavo da ogni parte non facevo che togliermi di dosso resti umani intrisi di sangue, pensavo fossero i miei, ma io sono ferita, no non sono morta, grosse lacrime mi rigavano il viso, intanto il silenzio si fece sempre pi\u00f9 cupo , quell\u2019odore di morte nauseante , quel mucchio di carne, quei corpi straziati uno sull\u2019altro, la mitragliatrice smise di sparare.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><i>Testimonianza di Lucia Sabbioni in corso di pubblicazione. (Lucia Sabbioni superstite della strage di Monte Sole).<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Ho avuto la fortuna di incontrare e lavorare con Lucia, spero presto di presentare presto questo suo diario. A Monte Sole ci sono<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stato prima da solo poi con lei, per capire non i fatti storici che lei aveva descritto nel diario, ma i suoi sentimenti, la sua<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>forza<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>nel raccontare quella tragedia umana e per collegare la storia al luogo. Qui morirono 147 persone principalmente civili, donne e bambini, qui lei perse gran parte della<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sua famiglia, la madre e 4 fratelli. Il <b>Luogo<\/b>, geograficamente \u00e8 un<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>qualcosa di estremamente complesso, che assume identit\u00e0 e valori solo nel<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>momento<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>in cui<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>lo si conosce, lo si vive, si entra in esso con curiosit\u00e0, ma anche tanta umilt\u00e0, ho provato emozioni diverse camminando sul pavimento della chiesa ed il prato del cimitero di Casalia dove \u00e8 avvenuta questa mattanza, rispetto il mausoleo di Marzabotto, il monumento alla memoria.<\/span><\/p>\n<p class=\"p18\"><span class=\"s1\">Sensazioni diverse. Lucia Sabbioni nella sua vita \u00e8 andata oltre nel 1984 concede pubblicamente perdono a Walter Reder\u2026.<\/span><\/p>\n<p class=\"p22\"><span class=\"s1\">Questa stupenda figura mi permette di arrivare alle conclusioni<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>di questo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>intervento. Riprendo una<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>frase di Marc<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Bloch: <i>la storia non ha nessun credo e si da solo alla ricerca<\/i>\u2026, aggiungo io, non certo della verit\u00e0 assoluta, ma pu\u00f2 aiutare a capire sempre con maggior definizione e certezza i fatti, e soprattutto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>aiuta cos\u00ec come tutto<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>il sapere in generale a costruire e formare coscienze.<\/span><\/p>\n<p class=\"p22\"><span class=\"s1\">Perch\u00e9 in Italia non abbiamo un museo del fascismo e perch\u00e9 no in un luogo simbolico? Abbiamo ancora paura di raccontare un ventennio della nostra storia di italiani? Che senso ha parlare-ricordare di queste stragi una<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>volta<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>all\u2019anno<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>per le<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ricorrenze<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>se a questo ricordo non gli si da una continuit\u00e0? Rimuovere le statue (simbolismi-segni come fanno in questi giorni negli Strati Uniti con Cristoforo Colombo) cos\u00ec come dimenticare, <i>diventa una<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p16\"><i><\/i><span class=\"s1\"><i>scorciatoia per non studiare la storia<\/i>, questo porta alla diffusione di una non conoscenza generale, dove bisogna sempre parlare tenendo un \u201ccosi-detto\u201d comportamento \u201cpoliticamente corretto\u201d. Una democrazia vera non si pu\u00f2<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>permettere di nascondere sotto la cenere la storia anche se non piacevole, per ripulire il nostro paesaggio o la nostra letteratura dei resti di un passato pieno di orrori ed errori, non pu\u00f2 avere paura della sua storia, ma dalla stessa deve prendere nuova forza. <i>I tedeschi allora nemici oggi nostri concittadini europei cosa avrebbero dovuto fare della loro storia enormemente ingombrante? Avrebbero dovuto distruggere quel che restava dei campi di concentramento nazisti? No hanno deciso che era meglio conservarli, trasformarli in musei, farne un occasione per riflettere sul passato e apprendere le lezioni della storia<\/i>. Addirittura sono andati oltre con l\u2019inaugurazione qualche anno fa a Berlino del museo consacrato ai crimini nazisti, l\u2019hanno chiamato <i>\u201cTopografia del Terrore\u201d. <\/i>( topos-luogo ma anche graphein-scrivere) Il<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>museo si trova<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>proprio accanto al memoriale dedicato agli ebrei europei assassinati, ed \u00e8 stato realizzato proprio dove la Gestapo, la polizia segreta nazista e le SS avevano stabilito il loro quartier generale, al n\u00b0 8 e 9 della Prinz Albrecht Strasse.<\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><i>Il direttore del museo ha detto: Vogliamo che la storia sia visibile. Il museo Topografia del terrore non \u00e8 un memoriale, ma un luogo dove imparare, un luogo associato ai colpevoli <\/i>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p29\"><span class=\"s1\">Cosa ce ne facciamo oggi di questa eredit\u00e0, di questi valori, che questi giovani con il loro sacrificio ci hanno consegnato. Abbiamo costruito un\u2019Europa<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>unita,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ancora<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ben definita come entit\u00e0 politica, perch\u00e9 probabilmente ancora \u201cadolescente\u201d ma che ha permesso ai cittadini europei di oggi di vivere con dei valori di libert\u00e0, di unit\u00e0, di condivisione, di passione per cui altri giovani poco pi\u00f9 che adolescenti hanno combattuto. Una geografia che in pochi anni<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>ha cambiato spesso fisionomia e modi di essere vissuta; da una parte disorientando quelli che nei confini geografici e politici vi avevano comunque trovato una stabilit\u00e0 una sicurezza al proprio equilibrio vitale, indossando oggi sempre pi\u00f9 spesso la maschera dei populisti. Dall\u2019altra una nuova generazione di cittadini europei, che non conosce l\u2019Europa dei muri, delle guerre, che non ha mai sentito parlare di confini e dogane, ma di libero scambio, di Erasmus che gli permette di andare a studiare nelle diverse Universit\u00e0 europee e conoscere amici europei con identit\u00e0 culturali diverse.<\/span><\/p>\n<p class=\"p22\"><span class=\"s1\">I giovani di oggi hanno sotto gli occhi una mappa dell\u2019Europa completamente diversa da quella che avevano i giovani durante la resistenza, Questa nuova geografia \u00e8 stata una conquista che non ci possiamo pi\u00f9 permettere di mettere in discussione, oggi parliamo di una comunit\u00e0 europea, \u00e8 cambiata solo la scala rispetto le dimensioni della comunit\u00e0 per la quale i nostri caduti hanno dato la vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\">Oggi le nuove sfide sono i rapporti con l\u2019altro, una comunit\u00e0 cresce e si sviluppa nel momento in cui si confronta<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>con l\u2019altro,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e la storia quella<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vera,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>non l\u2019opinione, viene portata a conoscenza di tutti. Per favore l\u2019<b>altro <\/b>non chiamiamolo pi\u00f9 extracomunitario, ma pi\u00f9 semplicemente un <b>rappresentante di un\u2019altra cultura<\/b>, logicamente nel rispetto della nostra democrazia e delle regole in essa contenute.<\/span><\/p>\n<p class=\"p30\" style=\"text-align: right;\"><em><span class=\"s1\">La Gatta 14 01 2018<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p22\" style=\"text-align: right;\"><em><span class=\"s1\">Fabrizio Frignani geografo-public hisotrian<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p16\"><span class=\"s1\">Bibliografia:<\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>\u201cnoi e le Reggiane\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p26\"><span class=\"s1\"><i>di Simone Brega- Renato Ferraboschi- Mario Sulpizio<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s1\"><i>\u201cl\u2019eccidio di Gatta\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p5\"><span class=\"s1\"><i>di Antonio Zambonelli<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p29\"><span class=\"s1\"><i>\u201cla vita e bella a saperla prendere\u201d autobiografia di Norina Prandi di Deanna Montruccoli<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p34\"><span class=\"s1\"><i>\u201cGatta 8 gennaio 1945\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p35\"><span class=\"s1\"><i>Classe 5\u00b0 dell\u2019ITC Cattaneo di Castelnovo ne Monti.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p34\"><span class=\"s1\"><i>\u201cLe linee rosse\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p34\"><span class=\"s1\"><i>di Federico Rampini.<\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo l&#8217;intervento di domenica a Gatta tenuto da Fabrizio Frignani,\u00a0geografo-public hisotrian e docente all&#8217;Istituto superiore Nelson Mandela di Castelnovo. L\u2019eccidio alla Gatta 8 gennaio1945 perch\u00e9 la nostra storia va studiata e raccontata\u2026 Premetto che questa non sar\u00e0 una lezione, ma semplicemente\u00a0 un\u00a0 momento\u00a0 di confronto ed approfondimento durante il quale cercher\u00f2 di portarvi a guardare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13965,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-14008","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-istituzionali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14008"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14008\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14010,"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14008\/revisions\/14010"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13965"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}