{"id":21440,"date":"2020-10-29T10:21:57","date_gmt":"2020-10-29T09:21:57","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/?p=21440"},"modified":"2020-11-24T10:06:19","modified_gmt":"2020-11-24T09:06:19","slug":"sta-per-nascere-un-nuovo-parco-archeologico-a-campo-pianelli-per-far-conoscere-e-valorizzare-la-necropoli-delleta-del-bronzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/2020\/10\/29\/sta-per-nascere-un-nuovo-parco-archeologico-a-campo-pianelli-per-far-conoscere-e-valorizzare-la-necropoli-delleta-del-bronzo\/","title":{"rendered":"Sta per nascere un nuovo Parco archeologico a Campo Pianelli, per far conoscere e valorizzare la necropoli dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo FOTOGALLERY E VIDEO"},"content":{"rendered":"<h3>Un intervento che presenta aspetti peculiari: per riprodurre le sepolture lo scultore Dario Tazzioli utilizzer\u00e0 solo gli strumenti disponibili pi\u00f9 di 3.000 anni fa<\/h3>\n<p>\u00c8 l\u2019area archeologica pi\u00f9 importante dell\u2019Appennino reggiano, e una delle pi\u00f9 importanti della provincia di Reggio, ma fino ad oggi chi si recava a Campo Pianelli, alle pendici della Pietra di Bismantova, a brevissima distanza dal centro di Castelnovo Monti, aveva pochissimi elementi per rendersene conto. Ora in questo luogo sta per nascere un innovativo parco archeologico, che consentir\u00e0 ai visitatori di immergersi nel passato e comprendere cosa venne scoperto in questo luogo a partire dagli scavi di Gaetano Chierici, e poi attraverso le campagne pi\u00f9 organiche sviluppate a partire dal 1973. Il Parco archeologico \u00e8 un intervento che sar\u00e0 realizzato dal Comune di Castelnovo Monti, che si \u00e8 avvalso di un progetto dell\u2019archeologo Iames Tirabassi che per i Civici Musei di Reggio qui ha condotto diverse campagne di scavi. Collaborano gli stessi Musei, con la responsabile archeologa Giada Pellegrini, in un intervento che ha ottenuto il benestare della Soprintendenza di Bologna, l\u2019impresa De Angeli di Castelnovo specializzata in restauro di edifici storici, e lo scultore Dario Tazzioli, che \u00e8 specializzato nel realizzare opere utilizzando gli strumenti che c\u2019erano a disposizione nel periodo a cui le opere stesse fanno riferimento, e in questo caso si cimenter\u00e0 nella creazione e uso di strumenti che furono usati dagli artigiani dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo.<br \/>\nI reperti pi\u00f9 interessanti emersi a Campo Pianelli infatti riguardano una necropoli a incinerazione dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo Finale (tra l\u2019undicesimo e il decimo secolo avanti Cristo), e sono conservati ai Musei Civici di Reggio Emilia. Ora verranno ricostruite alcune tombe, con la tipologia dell\u2019ossuario interrato, circondato da scaglie di pietra che saranno appositamente realizzate con gli strumenti disponibili a quel tempo da Tazzioli. All\u2019interno saranno posizionati i corredi rinvenuti nel corso degli scavi: non ovviamente i pezzi originali, che restano ai musei reggiani, ma delle riproduzioni fedeli, che saranno realizzate dagli artisti castelnovesi Marisa Grimelli e Luciano Giansoldati, con la partecipazione degli studenti dell\u2019Istituto Comprensivo Bismantova e la supervisione della Funzionaria archeologo, Monica Miari, della Soprintendenza e di Tirabassi. Artigiani dell\u2019Appennino replicheranno gli altri oggetti dei corredi, suppellettili in osso, in ambra e in bronzo. Un progetto dalla fortissima valenza educativa (il parco archeologico una volta completato potr\u00e0 ospitare scolaresche da tutta la provincia e non solo, con possibilit\u00e0 di allestire laboratori a tema) ma anche di promozione del territorio.<br \/>\nSpiega Iames Tirabassi: \u201cPer realizzare il parco archeologico abbiamo individuato un\u2019area relativamente pianeggiante posta all\u2019esterno di Campo Pianelli, dato che tutta la superficie di tale \u201cterrazzo\u201d \u00e8 interessata da antropizzazioni di et\u00e0 preistorica e protostorica e pertanto su di esso non si pu\u00f2 intervenire. Si tratta comunque di un appezzamento molto vicino, dove \u00e8 gi\u00e0 stata realizzata un\u2019apposita recinzione e verranno create le repliche di una decina di tombe, la riproduzione dell\u2019area dei roghi dove i defunti venivano bruciati, e una serie di pannelli illustrativi didattici\u201d. Le cassette litiche avevano lati di circa 40 cm: sia i lati esterni, che il fondo e il coperchio superiore erano realizzati con scaglie di pietra estratte in loco.<br \/>\n\u201cLe tombe che abbiamo deciso di ricostruire \u2013 conclude Tirabassi &#8211; sono state scelte tenendo conto di vari parametri (in totale, nelle varie campagne di scavi, a Campo Pianelli sono state rinvenute circa 50 sepolture, ndr): dalla tipologia degli ossuari, in modo che la maggior parte di essi sia rappresentata per forma e decorazione, alla ricchezza dei corredi, sia maschili che femminili. Credo sia una scelta molto importante quella intrapresa dal Comune, per mettere a valore un luogo che per importanza archeologica \u00e8 un unicum in Appennino e uno dei pi\u00f9 importanti su tutto il territorio emiliano in un contesto, quello della Pietra di Bismantova, dove sono presenti anche testimonianze di frequentazioni Liguri e i resti del castello alto medievale, e che comunque presenta caratteristiche ambientali e paesaggistiche irripetibili\u201d.<br \/>\nUn entusiasmo che viene condiviso anche dall\u2019Assessore al Turismo e all\u2019Ambiente di Castelnovo, che ha seguito lo sviluppo del progetto, Chiara Borghi: \u201cSi tratta di un intervento che per noi riveste una grandissima importanza: avevamo questa eccellenza storica e archeologica nel luogo pi\u00f9 turistico dell\u2019Appennino, la Pietra di Bismantova, e che ne rappresenta l\u2019identit\u00e0, ma mentre gli aspetti ambientali, religiosi, e la fruizione sportiva della rupe sono ben noti e valorizzati, volevamo che emergesse in modo chiaro anche la storia della sua frequentazione umana, che rappresenta la nostra identit\u00e0. Ovviamente non potevamo pensare di portare stabilmente da noi i reperti rinvenuti a Campo Pianelli, che oggi rappresentano una delle collezioni pi\u00f9 importanti dei musei reggiani, ma queste riproduzioni ci consentiranno di far capire diversi aspetti di questa antica civilt\u00e0 che ci ha preceduto abitando i nostri stessi luoghi. Sar\u00e0 fondamentale il coinvolgimento dei ragazzi e delle scuole: rappresenter\u00e0 un modo per trasmettere la consapevolezza di quanto il nostro territorio pu\u00f2 dare in termini di conoscenza, cultura e anche opportunit\u00e0. Crediamo che questo parco potr\u00e0 avere un richiamo forte che potr\u00e0 anche superare i confini provinciali, e in questo sar\u00e0 fondamentale l\u2019interazione con i Musei Civici di Reggio, che saranno una parte attiva fondamentale del percorso, per portarlo ad un livello di valorizzazione pi\u00f9 alto. Pensiamo ad esempio alla possibilit\u00e0 di proporre tour guidati sia alla collezione presente a Reggio che poi in Appennino al Parco archeologico. Infine un ruolo importante lo avranno gli artisti e artigiani del territorio, quelli coinvolti nella riproduzione delle urne e anche per la riproduzione dei gioielli: abbiamo la disponibilit\u00e0 di un maestro orafo attivo a Castelnovo per collaborare con le scuole e valutare progetti di commercializzazione di questi manufatti ispirati a modelli originali dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo\u201d.<\/p>\n<p>Una sfida piuttosto intensa \u00e8 invece quella che sta affrontando lo scultore Dario Tazzioli, per la realizzazione delle cassette litiche utilizzando esclusivamente strumenti disponibili nell\u2019Et\u00e0 del Bronzo. Tazzioli, residente a Frassinoro dove ha lo studio, \u00e8 conosciuto a livello internazionale per la sua scelta di realizzare sculture che si rifanno alla tradizione rinascimentale utilizzando gli strumenti di quel periodo, ma qui ovviamente il contesto sar\u00e0 completamente diverso: \u201cSicuramente utilizzare strumenti che non sono di ferro come utilizzavano i romani, nel medioevo e nel Rinascimento, ma solo strumenti litici e in bronzo, \u00e8 completamente diverso. Ho realizzato gli strumenti basandomi sulle ricostruzioni degli archeologi, ad esempio un mazzuolo con manico in legno e testa di selce molto dura, fissata al manico con cordame di pelle, e un altro di diorite, senza manico. Sempre tramite gli archeologi cerco di ricostruire le modalit\u00e0 di lavoro per realizzare le lastre di pietra sbozzata necessarie per assemblare le sepolture. Per l\u2019estrazione delle pietre da lavorare, qui vicino all\u2019area di Campo Pianelli, utilizzo delle semplici leve lignee. Ci vuole un impegno consistente, anche a livello fisico, ma questo modo di lavorare mi permette di affrontare le stesse difficolt\u00e0 e capire come operavano questi nostri avi\u201d.<\/p>\n<p>Una volta pronte le riproduzioni delle sepolture, a realizzare il parco sar\u00e0 la De Angeli Costruzioni, che negli ultimi anni \u00e8 stata coinvolta su altri interventi archeologici importanti condotti nella zona appenninica, come quelli attorno alla Pieve di Santa Maria in Castello a Toano. Spiegano Andrea De Angeli e Corrado Caselli: \u201cSiamo specializzati ormai in interventi di restauro scientifico e valorizzazione di eccellenze architettoniche del territorio, ma anche nel consolidamento di scavi archeologici. In questo contesto cercheremo di recuperare l\u2019assetto plastico e strutturale della necropoli. Sar\u00e0 un lavoro impegnativo, ma sono tipologie di intervento che ci danno grande entusiasmo, che ci permettono di far rivivere un passato che ha ancora molto da dirci e da insegnarci\u201d.<br \/>\nQuello al via \u00e8 dunque un intervento che potr\u00e0 rivestire una dimensione di rilievo sovra regionale: gi\u00e0 nelle prossime settimane inizieranno i lavori nell\u2019area individuata per il parco archeologico, con l\u2019obiettivo di aprirlo presto alla fruizione di visitatori, appassionati e studenti.<\/p>\n<section id='gallery-1' class='clearfix gallery galleryid-21440 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure  class=\"gallery-item\"><a href='https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Campo-Pianelli.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Campo-Pianelli-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail 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