{"id":24388,"date":"2022-04-18T08:50:28","date_gmt":"2022-04-18T06:50:28","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/?p=24388"},"modified":"2022-04-25T12:50:05","modified_gmt":"2022-04-25T10:50:05","slug":"il-25-aprile-sara-completato-liter-per-il-gemellaggio-con-kahla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/2022\/04\/18\/il-25-aprile-sara-completato-liter-per-il-gemellaggio-con-kahla\/","title":{"rendered":"Il 25 aprile sar\u00e0 completato l\u2019iter per il gemellaggio con Kahla"},"content":{"rendered":"<h2>Una storia di sofferenza si \u00e8 trasformata in amicizia tra i due paesi<\/h2>\n<p>\u201cIl 25 aprile quest\u2019anno assomma una serie di significati che vanno anche oltre il valore, gi\u00e0 di per se altissimo, che questa ricorrenza ha da sempre rappresentato. Perch\u00e8 arriva in un momento in cui la storia dell\u2019Europa \u00e8 stata scossa da un nuovo conflitto, imprevedibile e incomprensibile, che ci fa capire quanto quei valori portati dalla Liberazione e dalla fine della seconda guerra mondiale non debbano essere dati per scontati, ma difesi ogni giorno. Ma ci sono anche motivi di speranza: il primo \u00e8 proprio la sottoscrizione del patto di gemellaggio con Kahla\u201d. Cos\u00ec l\u2019Assessore ai Gemellaggi e ai Progetti europei, Lucia Manfredi, sottolinea l\u2019importanza del momento che la comunit\u00e0 di Castelnovo e dell\u2019Appennino si appresta a vivere. Il 25 aprile infatti, con la seconda firma del patto di gemellaggio a Castelnovo (la prima avvenne in Turingia lo scorso ottobre) arriva a compimento il percorso di amicizia europea con la cittadina di Kahla. \u201cA legarci \u2013 prosegue Lucia Manfredi \u2013 sono stati proprio fatti nati dalla tragedia della seconda guerra mondiale. La deportazione di tanti montanari, diversi castelnovesi, nel campo di lavoro sotterraneo dove si producevano aerei da caccia. Tra loro alcuni purtroppo non fecero pi\u00f9 ritorno: Inello Bezzi, Roberto Carlini, Anselmo e Renato Guidi, Pierino Ruffini, Ermete Zuccolini, Francesco Toschi.\u00a0 Ma da quella tragedia \u00e8 poi nato, un piccolo passo dopo l\u2019altro, un percorso di avvicinamento e condivisione, che negli ultimi anni \u00e8 stato sostenuto da tanti viaggi di scambio e collaborazioni\u201d. Aggiunge il Sindaco Enrico Bini: \u201cOra Castelnovo e Kahla celebrano questa nuova amicizia con un patto che ci offre nuovi spazi di incontro, rivolti soprattutto ai nostri giovani. \u00c8 davvero bello che questo passaggio storico avvenga in occasione della Festa della Liberazione. Una festa che significa fraternit\u00e0 tra i popoli, anelito di pace e democrazia\u201d.<\/p>\n<p>In occasione della firma del gemellaggio arriver\u00e0 a Castelnovo da Kahla una delegazione di circa 40 rappresentanti della municipalit\u00e0, di diverse associazioni storiche e culturali, studenti con la loro insegnante della Regelschule e Vigili del fuoco. Ma ci saranno anche le delegazioni degli altri Comuni gemellati con Castelnovo: Voreppe (FRA) e Illingen (GER), con i rispettivi Sindaci. Alla cerimonia ufficiale con la firma del patto, sar\u00e0 presente anche il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.<\/p>\n<p>Nell&#8217;organizzare l&#8217;accoglienza di questi amici europei il Comune di Castelnovo si \u00e8 avvalso della preziosa collaborazione del Comitato gemellaggi, ma anche di molte altre realt\u00e0 associative del territorio: Centro Sociale Insieme, Parrocchia di Castelnovo, Oratorio Don Bosco, Coro Bismantova, Corale della Resurrezione e Coro Piccolo Sistina, Banda di Felina, Istituto Merulo, CAI sezione Bismantova, Associazione Centro storico, Alpini, la Scuola Elementare della Pieve attraverso un progetto con Simona Sentieri, Cto Labor, Latteria sociale del Fornacione, igili del fuoco, gli studenti della classe 2C &#8211; Indirizzo alberghiero dell&#8217; Istituto Mandela per l&#8217;accoglienza in teatro, Giordano Simonelli per gli allestimenti floreali, Ugo Viappiani che ha realizzato la pergamena del gemellaggio, gli studenti della 4Q\/R e della 5Q\/R, le insegnanti Cinzia Ruspaggiari e Adelel Bartoli e le madrelingua\u00a0 Val\u00e9rie Ferrari e Lilian Sohn del Liceo Linguistico &#8211; IIS Cattaneo- Dall&#8217;Aglio, che hanno curato la traduzione di un opuscolo informativo sul nostro comune in lingua tedesca e francese,\u00a0\u00a0 la Scuola Elementare della Pieve \u2013 Istituto Comprensivo Bismantova che, grazie ad un progetto con Simona Sentieri, allestir\u00e0\u00a0 nel centro storico un&#8217;esposizione di piccole opere d\u2019arte a cura dei Cronisti di pace: le bambine e i bambini delle classi 5^ A e 5^ B , il CAI sezione Bismantova che presso la Pietra di Bismantova, l&#8217;ultimo giorno, prima di salutarci,\u00a0 installer\u00e0 sulla cima di Sassolungo le tre bandiere: Italiana, Francese e Tedesca.<\/p>\n<p>E saranno protagonisti dell&#8217;accoglienza anche i famigliari dei deportati a Kahla.<\/p>\n<h2>Reimahg Kahla: la storia<\/h2>\n<p>A Kahla sono stati deportati, nel corso del rastrellamento dell\u20198 ottobre 1944, diversi castelnovesi. L\u00e0 sono stati costretti a lavorare nel Reimahg, un insieme di aziende per la costruzione del Me 262, l\u2019arma di punta della Luftwaffe negli ultimi anni della guerra. Le condizioni di vita del campo erano disumane. La mortalit\u00e0 fu pi\u00f9 alta che in diversi campi di sterminio. Inello Bezzi, Roberto Carlini, Anselmo Guidi, Renato Guidi, Pierino Ruffini, Francesco Toschi, Ermete Marzio Zuccolini non sono mai tornati indietro. Sorte condivisa da almeno altri 40 cittadini della montagna.<\/p>\n<p>Il nome Reimahg derivava dalle iniziali di Reich Marschall Herman Goering e contrassegnava le fabbriche di sua propriet\u00e0, destinate alla produzione di armi per l\u2019aviazione. A questo triste nome \u00e8 legato lo sfruttamento dei condannati ai lavori forzati stranieri nell\u2019economia bellica nazista. Ancora oggi si trovano sotto la collina di Walpersberg e a Leubengurd, presso Kahla, le rovine della fabbrica sotterranea: circa 32 chilometri di gallerie.<\/p>\n<p>Il quartier generale nazista, dal 1943, cominci\u00f2 ad esigere imponenti prestazioni dall\u2019industria degli armamenti. Nella primavera del 1944, gli alleati moltiplicarono i bombardamenti alle industrie belliche e contemporaneamente aumentarono le perdite di aerei tedeschi. I nazisti allora incrementarono la produzione di aerei con tutti i mezzi. Si tent\u00f2 di sottrarre l\u2019industria bellica agli attacchi alleati, mediante queste fabbriche sotterranee. Nel Walpersberg, vicino alla cittadina di Kahla, si trovavano miniere adatte per ospitare la produzione. Da queste, fin dal 1800, veniva estratta la sabbia quarzifera, adatta a produrre porcellana, ancora oggi un prodotto tipico di grande qualit\u00e0 del territorio di Kahla. I nuovi lavori vennero finanziati dalla Banca nazionale di Weimar. Ben 95 furono le aziende impegnate, che ottennero enormi guadagni risparmiando sul salario della manodopera tedesca, cos\u00ec come era consentito dalle leggi di Hitler. I lavori pi\u00f9 pesanti furono eseguiti dai deportati civili e militari, che dal 1944 furono adibiti ai lavori forzati. Nel Reimahg furono impiegate dall\u2019aprile 1944 all\u201911 aprile del 1945, circa 15.000 persone: uomini, donne, ragazzi provenienti da diverse nazioni europee occupate. Le fabbriche di Kahla divennero le uniche produttrici del caccia a reazione Me 262. Gli alleati ne conoscevano probabilmente l\u2019esistenza, scoperta attraverso foto aeree, ma non risulta che ne abbiano ordinato il bombardamento. Nell\u2019estate del 1944 fu costruito un lager con baracche per i deportati: vicino al Walpersberg uno per italiani, e un altro per lavoratori forzati russi. Erano costretti a vivere in condizioni igieniche pessime. I lavoratori dovevano recarsi alle officine alle 6, per turni di lavoro di 12 ore. Il numero pi\u00f9 alto di prigionieri e vittime fu proprio di italiani, sottoposti dal 1944 a un trattamento particolarmente duro per punire il \u201ctradimento\u201d dell\u20198 settembre \u201843. In vista del prossimo arrivo degli Alleati, i nazisti avevano predisposto un piano per decimare gli operai stranieri e non lasciare testimoni. Gli operai dovevano essere portati nei cunicoli, imprigionati, l\u2019entrata dei cunicoli fatta saltare. Questo sterminio fu risparmiato dal comandante del battaglione Georg Potzier che non esegu\u00ec il comando perch\u00e9 ormai si rese conto che la guerra era perduta.<br \/>\nPer molti anni \u00e8 stato estremamente difficile recuperare notizie precise sul campo di lavoro e sul destino di chi vi fu deportato: dopo la fine della guerra Kahla era nel territorio della Repubblica Democratica Tedesca, la Germania Est, oltre la cortina di ferro. Ma c\u2019\u00e8 stato chi, in Appennino, si \u00e8 sempre impegnato per riuscire a recuperare informazioni. In primis i parenti di chi da Kahla non aveva fatto ritorno, ma anche Guglielmo \u201cMemo\u201d Zanni, ex deportato, che non si \u00e8 limitato a portare la sua testimonianza ma ha sempre collaborato e spinto per la raccolta di notizie. Insieme al dottor Giovanni Puglisi che mise a disposizione l\u2019auto e guid\u00f2 per l\u2019intero tragitto, e a Claudio Zuccolini, fu tra i primi a recarsi Kahla dopo la caduta del muro, per deporre la lapide al cimitero. Zanni sapeva il tedesco, e in loco vennero aiutati ed ospitati dal Pastore di Kahla. Proprio a seguito della caduta del muro di Berlino \u00e8 stato possibile raccogliere maggiori dettagli, sono iniziate le commemorazioni per i caduti con l\u2019arrivo di delegazioni da tutta Europa. La partecipazione dei familiari dei caduti castelnovesi accompagnati da amministratori del Comune, ha dato il via a percorsi di studio e scambio con le scuole.<\/p>\n<h2>Allegati<\/h2>\n<h3><a href=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Programma-delegazioni-25-aprile.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il programma dell&#8217;evento<\/a><\/h3>\n<section id='gallery-1' class='clearfix gallery galleryid-24388 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure  class=\"gallery-item\"><a href='https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Firma-patto-3.jpeg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Firma-patto-3-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a><\/figure><figure  class=\"gallery-item\"><a href='https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Firma-patto-2.jpeg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Firma-patto-2-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a><\/figure><figure  class=\"gallery-item\"><a href='https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Firma-patto-1.jpeg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Firma-patto-1-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a><\/figure><figure  class=\"gallery-item\"><a href='https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Lapide-caduti-castelnovo.jpeg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Lapide-caduti-castelnovo-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a><\/figure><figure  class=\"gallery-item\"><a href='https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Kahla-fabbrica-caccia.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Kahla-fabbrica-caccia-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a><\/figure><figure  class=\"gallery-item\"><a href='https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Industria-Kahla.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/archiviofficina48.it\/castelnovonemonti\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Industria-Kahla-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a><\/figure><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia di sofferenza si \u00e8 trasformata in amicizia tra i due paesi \u201cIl 25 aprile quest\u2019anno assomma una serie di significati che vanno anche oltre il valore, gi\u00e0 di per se altissimo, che questa ricorrenza ha da sempre rappresentato. 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